Stop ai Voucher: buoni lavoro aboliti per decreto legge

Il d.l. 25 del 17 marzo 2017 ha abolito le norme che disciplinano il lavoro accessorio.
L’abolizione è immediatamente vigente, pertanto a decorrere dal 17 marzo 2017 non è più possibile acquistare voucher, noti anche come buoni lavoro.
I voucher richiesti ai concessionari entro il 17 marzo 2017 potranno essere spesi entro il 31 dicembre 2017 per acquistare prestazioni di lavoro. In questo lasso temporale di residuale ammissione all’uso dei voucher, pur non sussistendo più una disciplina di legge, si ritiene opportuno e consigliabile effettuare le consuete comunicazioni all’INPS ed agli uffici territoriali del lavoro.

Il commento
I buoni lavoro, demonizzati quotidianamente quale Male Assoluto da molti dei soggetti che ne fanno quotidianamente uso, quali ad esempio le organizzazioni sindacali ma anche partiti ed enti pubblici, sono stati aboliti “Ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di superare l’istituto del lavoro accessorio al fine di contrastare pratiche elusive”, questi i termini usati dal decreto legge per giustificare l’intervento governativo così drastico e imminente.

I voucher erano stati introdotti dal decreto legislativo 276/2003 emanato a seguito della legge che prende il nome da Marco Biagi, giurista per il quale i vari commentatori e soggetti politici, alcune volte gli stessi che hanno demonizzato i buoni lavoro, si “sperticano” in elogi e celebrazioni di ogni genere, assassinato da sedicenti difensori dei lavoratori il 19 marzo del 2002.

Il loro scopo era quello di regolarizzare prestazioni rese da soggetti deboli del mercato del lavoro a favore di di famiglie ed enti senza scopo di lucro. Certamente il vortice di modifiche normative che dal 2003 ha travolto la disciplina del lavoro accessorio (ma non solo, ha modificato molte delle norme che disciplinano il lavoro ingenerando confusione e più che occupazione) ha modificato l’istituto ampliandone il campo di applicazione, semplificandone la disciplina e complicandone la gestione attraverso procedure burocratiche sclerotiche, poco efficienti per contrastarne l’abuso ma molto efficaci nello scoraggiarne l’uso.
I voucher, che ricordiamo ad oggi comportavano per i committenti la possibilità di fruire di prestazioni per limitati importi economici (massimo € 2.000) e conseguentemente per limitati periodi di tempo (massimo 266,6 ore annue) dando copertura previdenziale INPS e assicurativa INAIL ai lavoratori che li percepivano, muoiono così al 17/03/2017 appena due giorni prima del quindicesimo anniversario dell’assassinio del giurista che ne intuì la necessità.
Non vengono meglio disciplinati, non vengono sostituiti da altro strumento che intercetti le necessità del mercato del lavoro, dei suoi soggetti più deboli, lavoratori o committenti che essi siano. Cessano di esistere soffocati da una propaganda politica estemporanea, da una società e da una politica che non hanno saputo governarli, non hanno saputo regolamentarli al meglio, né contrastarne l’abuso.

2017-03-21T13:18:24+00:00